«Abbiamo fatto fine-tuning di un modello sui nostri ticket di assistenza: adesso siamo un fornitore di IA come OpenAI?» È una delle domande che sentiamo più spesso. La risposta breve: quasi certamente non sei fornitore del modello, ma quasi certamente sei fornitore di un sistema. Sono due cose diverse, con obblighi diversi, e confonderle porta a sbagliare in entrambe le direzioni: allarmarsi per obblighi che non si hanno, o ignorare quelli che si hanno davvero.

Tre livelli da non confondere

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) distingue:

Livello Chi è Quando ci sei dentro
Modello GPAI Fornitore del modello per finalità generali (art. 3(63)) Hai addestrato il modello, o lo hai modificato in modo significativo
Sistema di IA Fornitore del sistema e «fornitore a valle» (art. 3(68)) Hai costruito un'applicazione su un modello e la metti in servizio a tuo nome
Sistema ad alto rischio Fornitore ai sensi dell'art. 25(1) Hai cambiato la finalità di un sistema generico rendendolo ad alto rischio

Una stessa azienda può trovarsi su più livelli contemporaneamente. Vediamoli uno per uno.

Livello 1: il fine-tuning e la soglia di un terzo

Le linee guida della Commissione sugli obblighi dei fornitori di modelli GPAI (18 luglio 2025) chiariscono che chi modifica o fa fine-tuning di un modello di terzi — il «modificatore a valle» — non assume automaticamente gli obblighi del fornitore. Lo diventa solo se la modifica è significativa, e la Commissione la presume tale quando il calcolo usato per la modifica supera un terzo di quello impiegato per addestrare il modello originale.

Se il calcolo originale non è noto, si usano soglie sostitutive: un terzo di 10^23 FLOP (la soglia indicativa per considerare un modello GPAI) oppure, per i modelli a rischio sistemico, un terzo di 10^25 FLOP.

Due conseguenze pratiche:

  • Un fine-tuning aziendale tipico — qualche migliaio di esempi su ticket, contratti o schede prodotto — usa in genere una frazione minima del calcolo di addestramento di un grande modello, e resta sotto soglia.
  • Anche sopra soglia, per un modello senza rischio sistemico gli obblighi dell'art. 53(1) si limitano alla modifica: documentare i cambiamenti e i nuovi dati di addestramento, adottare una policy sul diritto d'autore, pubblicare la sintesi dei contenuti usati.

RAG e prompt engineering non modificano i pesi e non comportano addestramento: non entrano nel calcolo.

Cosa fare comunque: registra quanto calcolo hai usato e su quale modello di partenza. Se un giorno qualcuno ti chiede perché non ti consideri fornitore del modello, quel numero è la risposta.

Livello 2: chi costruisce l'applicazione è fornitore del sistema

Qui sta l'errore più frequente. Per l'AI Act è fornitore chi sviluppa un sistema di IA e lo immette sul mercato o lo mette in servizio a proprio nome — e la messa in servizio comprende l'uso proprio. Un assistente interno costruito su un LLM via API, un chatbot sul sito, un classificatore di email: se lo hai sviluppato tu (o lo hai fatto sviluppare per te), sei il fornitore di quel sistema e, poiché integra un modello altrui, un fornitore a valle (art. 3(68)).

Non c'è un pacchetto unico di obblighi: dipendono dal rischio del sistema.

Gli obblighi più comuni

  • Trasparenza (art. 50(1)): se il sistema interagisce con persone, devono sapere che parlano con un'IA. Si applica ai sistemi immessi sul mercato dal 2 agosto 2026.
  • Contenuti sintetici (art. 50(2)): se genera testo, immagini o audio, gli output vanno marcati in formato leggibile da una macchina; per i sistemi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 la scadenza è il 2 dicembre 2026.
  • Alto rischio: se il sistema rientra nell'Allegato III, si applicano gli obblighi dell'art. 16 dal 2 dicembre 2027, dopo il rinvio introdotto dal Regolamento (UE) 2026/1744.

Il livello di sistema è anche quello in cui vive il GDPR: i dati che passano nei prompt, nei documenti recuperati o nel dataset di fine-tuning restano dati personali, con tutte le basi giuridiche e le valutazioni del caso.

Livello 3: cambiare la finalità può renderti fornitore ad alto rischio

L'art. 25(1)(c) prevede che chi modifica la finalità prevista di un sistema di IA — incluso un sistema per finalità generali — non classificato ad alto rischio, in modo tale che lo diventi, sia considerato fornitore di un sistema ad alto rischio. Il fornitore originario, a quel punto, non è più considerato fornitore di quel sistema specifico (art. 25(2)).

Esempio concreto: usare un assistente generico per selezionare candidati o valutare il merito creditizio dei clienti. Non serve alcun fine-tuning: basta il nuovo uso. Gli altri due casi dell'art. 25(1) riguardano chi appone il proprio nome o marchio su un sistema ad alto rischio già sul mercato e chi vi apporta una modifica sostanziale.

Cosa puoi pretendere dal fornitore del modello

Se integri un modello GPAI, hai diritto a una base documentale. L'art. 53(1)(b) obbliga il fornitore del modello a mettere a disposizione di chi lo integra le informazioni dell'Allegato XII: capacità, limiti e quanto serve per adempiere ai tuoi obblighi.

Gli obblighi dei fornitori GPAI si applicano dal 2 agosto 2025 (per i modelli già sul mercato prima di quella data, entro il 2 agosto 2027) e dal 2 agosto 2026 la Commissione può farli rispettare anche con sanzioni fino al 3% del fatturato mondiale o 15 milioni di euro (art. 101). Tradotto: oggi hai più leva di prima per chiedere quella documentazione — e dovresti archiviarla.

Checklist in cinque passi

  1. Censisci ogni applicazione che usa un modello GPAI, interna o esterna, e chi l'ha sviluppata.
  2. Per ogni fine-tuning, annota modello di partenza, dataset e calcolo impiegato, e confrontalo con la soglia di un terzo.
  3. Qualifica il sistema: interagisce con persone? genera contenuti? rientra nell'Allegato III?
  4. Verifica la finalità d'uso reale, non quella dichiarata: è lì che scatta l'art. 25(1)(c).
  5. Raccogli e archivia la documentazione dell'Allegato XII del fornitore del modello, insieme alla tua analisi.

Da dove partire

La classificazione dei ruoli è il primo atto di qualsiasi percorso di conformità: sbagliarla significa costruire tutto il resto su un presupposto falso. Un gap assessment indipendente mappa le tue applicazioni sui tre livelli, verifica le soglie e ti dice con precisione quali obblighi hai davvero — e quali no.